giovedì 21 agosto 2014

Infine tre giorni a New York


Nota: ci sarà qualche altro post con considerazioni e dettagli tecnici

Arriviamo a New York con l’autobus da Buffalo (cascate del Niagara) alle 7.30 del mattino. Il Bus Terminal è praticamente in Times Square, come l’albergo che abbiamo prenotato. Visto che il check in è alle 15 (3 PM per gli americani) lasciamo in deposito i bagagli pagando 5$ a collo (solo a New York si paga questo servizio, la stessa cosa vale per il wi fi, c’è ma si paga), preleviamo con il bancomat perché preferiamo pagare in contanti, e poi giriamo per la città.   

Conosciamo già New York, ci siamo stati nove giorni nel dicembre 2006. Visto che arriviamo da un lungo viaggio vogliamo lasciarci trasportare dal caso, magari cercando di vedere le cose che allora non siamo riusciti a vedere, oppure qualcosa di nuovo.
Una delle più interessanti opere realizzate negli ultimi anni, ancora da completare, è la High Line, un parco ricavato sul vecchio percorso della ferrovia sopraelevata in uso dal 1934 al 1980, quando la ferrovia cedette alla maggior flessibilità offerta dai camion. È rimasta in disuso fino all’ambizioso progetto cominciato una decina di anni fa. Un percorso veramente piacevole di circa due km, all’altezza del secondo piano dei palazzi.

Visitiamo anche la Statua della Libertà all’esterno, perché all’interno si accede solo su prenotazione, e poi andiamo ad  Ellis Island. Rispetto al peso storico di questi luoghi, ci sembrano carenti in docmentazione. 

Al ritorno passiamo per luogo dove sono cadute le Torri Gemelle il 9 settembre 2011. Sullo stesso perimetro delle torri sono state sistemate due fontane nere a forma di imbuto alquanto inquietanti. Sotto c’è il “9/11 Memorial Museum”, visitabile a pagamento (20$) oppure gratuitamente, ma su prenotazione, solo il martedì sera. Siamo fortunati perché una signora ci offre due prenotazioni che ha in più e riusciamo ad entrare. Il museo è pieno di oggetti e parti delle torri crollate. Sicuramente da vedere.
Giriamo intorno all’enorme palazzo dell’ONU;  per visitarlo all’interno bisogna prenotare anche qui molto tempo prima.

Vediamo anche molte altre cose, ma soprattutto passeggiamo tantissimo. L’estate invita di più a stare all’esterno invece di chiudersi dentro un museo per buona parte della giornata.

C’è tantissima gente in giro, una cosa esagerata. Si fa la coda per tutto: per andare in bagno, al supermercato, per salire con  l’ascensore in albergo, per comprare delle scarpe e soprattutto per visitare dei musei. Comunque basta un po’ di pazienza e rassegnarsi ad una città da 55 milioni di visitatori all’anno (il doppio di Venezia).

Com’è noto, New York è ben diversa dalle altre città americane: è più sporca, si vedono pantegane in giro per le vie, le auto se possono ti stendono mentre attraversi la strada, spesso i fumatori buttano le cicche per terra, ecc.. Ma New York è sempre New York, bella ed infinitamente coinvolgente. Noi continuiamo a preferirla d’inverno, quando gli addobbi di Natale traboccano dalle vetrine e le vie sono trafficate di persone con i regali in mano.

Se escludiamo il costo degli alloggi, veramente alto, New York non è poi così costosa. Una corsa in metrò costa 2,5$, una Coca Cola in lattina 1,5$ e un trancio di pizza anche un solo dollaro. Per confronto, in centro a Milano un trancio di pizza non costa meno di quattro o cinque dollari. I musei hanno prezzi confrontabili con quelli italiani, o inferiori.

Abbiamo finito il nostro viaggio di 45 giorni. 

Questo è l’ultimo post sulle cose che abbiamo visitato. Seguiranno dei post con alcune considerazioni pratiche e alcuni dati.

Grazie di averci seguiti durante il viaggio.
Paola e Ruggero

In viaggio verso Ellis Island

Ellis Island

Muro con i nomi degli immigrati che sono passati di qui


Memoriale del 9 settembre 2001: la base di una delle torri

Memoriale del 9 settembre 2011: un mezzo dei pompieri rimasto sotto le macerie


Pausa pranzo

Parcheggi verticali in una città verticale

Geometrie

Contrasti

Giochi a Central Park

Il punto a Central Park in cui è stato ucciso John Lennon

Il caffé dova ha deuttato Bob Dylan nel 1962

Il quartiere di maggior ritrovo degli omosessuali di New York


Il ponte di Brooklyn visto dal Seaport 

  Luci nottune in Times Square

1 commento:

  1. Grazie a voi per aver condiviso il vostro viaggio! Enzo e Rosanna

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